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ProjectB parteciperà a miart con una selezione di opere di Martin Eder, Ivan De Menis, Keith Tyson e Caroline Walker.

Passate a trovarci allo stand D01

Per l’edizione di miart2018, ProjectB propone un progetto espositivo che vede come protagonisti quattro artisti rappresentati dalla galleria: l’artista trevigiano Ivan De Menis; il pittore tedesco Martin Eder; l’inglese Keith Tyson, vincitore del Turner Prize nel 2002 e la giovane e promettente pittrice Scozzese Caroline Walker.
Quattro nomi che ben rappresentano il percorso di ProjectB, sviluppatosi attraverso l’alternanza di artisti affermati ed emergenti, italiani e stranieri. 

L’idea alla base della proposta espositiva è incentrata sul tema dell’ispirazione, intesa come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”. Il fil rouge che lega questi artisti è, infatti, il rimando ai grandi maestri che hanno fatto la storia dell’arte: le opere di Ivan De Menis nascono da un forte interesse nella pittura tonale veneta, richiamata dalle velature di colore sovrapposte, che testimoniano il forte legame dell’artista con la sua terra d’origine; la pennellata di Martin Eder prende spunto dallo studio di Maestri rinascimentali come Botticelli e Cranach il Vecchio; per i suoi Un-Natural Portraits, invece, Keith Tyson si rifà alla tradizione ritrattistica che inizia nel Quattrocento e si sviluppa fino all’avvento dell’Impressionismo, che rompe gli schemi della pittura accademica; mentre i dipinti di Caroline Walker, hanno la stessa atmosfera sospesa delle opere di Hopper, ma una mano più vicina a quelle di Freud.

Il progetto esprime la relazione univoca di una molteplicità di linguaggi nell’uso preponderante del colore: steso a rapide pennellate per definire soggetti figurativi negli olii di Caroline Walker o lasciato liberamente reagire con gli acidi nelle opere a tecnica mista su alluminio di Keith Tyson, dove soggetti e riferimenti si confondono in qualcosa di familiare ma non del tutto riconoscibile, risultato delle leggi della chimica e della fisica in azione; meticoloso ed iperrealistico nei volti e nei dettagli di Martin Eder; usato nella sua forma più pura e pulita da Ivan De Menis per le sue “pitture tridimensionali”.